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Storia

Published on giugno 12th, 2019 |   Auro Accurso

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Giasone sulla Ljubljanica

di Maurizio Bolteri

In epoca pre-giapidica, Giasone, dopo aver sottratto il vello d’oro ai Colchi, tentò la fuga dal Mar Nero. Tutte le vie d’uscita però erano sbarrate, tranne il ramo settentrionale della foce dell’Istro (Danubio). Gli argonauti risalirono quindi il corso dell’imponente via d’acqua sino all’immissione della Sava, maggiore affluente del Danubio. Qui deviando ad ovest, seguirono il corso della Sava cercando di riprendere il mare puntando all’Adriatico. Giunsero infine a risalire un affluente di destra della Sava, l’attuale Ljubljanica, che si presentava navigabile senza difficoltà. Fu così che giunsero in prossimità delle sue risorgive. Fine della fuga. Giasone senza perdesi d’animo, aiutato dallo stuolo di eroi che lo accompagnava, raggiunse comunque l’Adriatico; chi dice sollevando l’Argo oltre la linea spartiacque, chi afferma vie sotterranee per uscire alle bocche del Timavo (Skocjan). In ogni caso, per facilitare l’impresa, gli Argonauti si liberarono del pesante bottino raccolto durante l’avventuroso viaggio, nascondendolo nella zona. Per ritrovarlo Giasone impresse l’impronta del proprio pugno su di una roccia nei pressi delle risorgive. Ritornò quindi in Tessaglia con il vello d’oro a reclamare quanto promesso. Nel frattempo i Colchi, seguendo i fuggitivi, giunsero anche loro alle risorgive, ma non trovarono traccia di Giasone e dei suoi compagni. La bellezza del luogo però li ammaliò a tal punto da indurli ad insediarsi in queste lande in attesa degli Illiro-Giapidi. La navigabilità dei corsi d’acqua balcanici rimase intatta sino all’epoca romana, tanto da favorire l’insediamento di un porto nella zona dell’attuale Vrhnika, la mitica Nauporto, cui giungevano le merci trace-macedoni che proseguivano poi via terra verso Aquileia, lungo la via Gemina settentrionale. Sin qui la leggenda.
In ogni caso le risorgive della Ljubljianica sono uno degli spettacoli carsici della zona attorno a Postojna e sono la definitiva comparsa a cielo aperto delle acque inghiottite e restituite dalle numerose cavità e polje della zona. Dal Cerkniško Polje al labirinto del Rakov Škocjan, alla Planinska Jama, al Planinsko Polje, le acque, quasi timide, non sanno se optare per un placido scorrere superficiale, oppure per un incerto percorso sotterraneo in bilico tra un destino danubiano o adriatico.

 

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