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Published on giugno 25th, 2019 |   Auro Accurso

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“Non si può costruire il futuro ignorando il passato”

Intervento di Ettore Romoli alla biblioteca del Senato.

di Marco Ceoletta

 

A margine dell’accesa discussione che si è svolta in quest’ultimo periodo in consiglio comunale che riguarda i tabelloni installati presso piazza Vittoria e i Giardini Pubblici in centro a Gorizia, vogliamo riproporre ai nostri lettori quello che fu l’intervento dell’ex sindaco Romoli in occasione della loro presentazione, avvenuta presso la biblioteca del Senato della Repubblica a Roma il 14/04/2015. Di questo discorso forniremo più avanti anche il video, ma per coloro i quali non possano visualizzarlo proponiamo anche la trascrizione che, peraltro, era già apparsa sul n°106 della rivista.

Dopo un breve introduzione fatta dall’allora senatrice Fasiolo, ulteriore riprova della trasversalità di questa operazione culturale, Ettore Romoli pronunciava il suo discorso e diceva:

“Quando il direttore di Isonzo-Soca Dario Stasi venne in comune a propormi di fare qualcosa, perché eravamo ancora al solo “fare qualcosa”, che poteva essere fare dei manifesti, fare dei cartelloni stradali, o qualcos’altro; ma avevamo in testa un idea precisa, che era quella di cercare di raggiungere una memoria, la più condivisa possibile. E credetemi dire questo a Gorizia, vuol dire fare qualcosa di veramente grosso, perchè a Gorizia ognuno, ogni famiglia, ogni individuo ha la sua storia. L’ambasciatore di Slovenia ci ha raccontato poco fa un suo episodio famigliare: sua nonna è stata picchiata in strada a Trieste per aver parlato sloveno. Io posso parlare di altre dieci persone che sono state picchiate perché parlavano in un altro modo, in un altro momento. Ognuno ha la sua storia. E la città di Gorizia non può continuare ad avere tutte queste storie. Deve avere una storia la più oggettiva possibile, la più condivisa possibile che serva a unire le persone e non a dividere. Ecco, è questo problema che ci siamo posti con Dario Stasi. Io e lui abbiamo idee diametralmente opposte, sia ben chiaro. Avevamo idee contrapposte, ma abbiamo dialogato. Abbiamo individuato un gruppo di studiosi, di persone interessate a queste problematiche, sempre con idee completamente diverse, e abbiamo ottenuto un risultato che non è il minimo comune multiplo ma è qualcosa di importante nell’insieme. In qualche didascalia c’era una frase non condivisa di “Tizio” e veniva aggiunto qualcosa da “Caio”. E siamo andati avanti sempre così. Però alla fine siamo riusciti a concludere e questo è il prodotto. E poi questo prodotto ha fatto si che Gorizia oggi abbia qualcosa di diverso, qualcosa di più. Perché io non sono d’accordo con coloro che dicono che per costruire il futuro bisogna dimenticare il passato. E’ una solenne idiozia. Per costruire il futuro dobbiamo tener conto del passato e su questo costruire, su queste radici cresce il futuro. Ecco, a Gorizia ne abbiamo fatti di passi. E l’ambasciatore che ci è stato vicino in questo periodo lo sà. Forse ancor più che in altre zone del territorio, a Gorizia esiste oggi un gruppo economico europeo (GECT) costituito dai comuni di: Gorizia, Nova Gorica e Sempeter-Vrtojba, ed è l’unico in Europa fra comuni, è l’unico luogo nel quale i comuni hanno trovato un’unione economica.

Oggi la nostra ambizione è anche creare il più possibile una memoria condivisa. Su questo la città ci ha creduto, su questi fatti non ci sono state voci discordanti. Ed è un fatto assolutamente straordinario per una città come Gorizia. Non c’è stata una critica, nessuno ha detto “no questo non andava fatto”, “sì, questo andava fatto ma in maniera diversa”. Tutti hanno accettato. Oggi questo – e concludo – viene presentato in questa istituzione ai massimi livelli dell’istituzione. E’ una cosa molto importante. E’ importante anche che in qualche modo questi sforzi che sono stati fatti vengano premiati da un’istituzione. E per questo ringraziamo la senatrice Fasiolo che si è fatta promotrice di questa iniziativa. Oggi abbiamo visto il presidente del Senato Grasso, l’ex presidente Marini, il senatore Zavoli, persone di altissima caratura politica e civile che hanno fatto un apprezzamento a questo nostro sforzo. Perché questa nostra città negli anni ha sofferto di un’altra cosa, ha sofferto di un colpevole silenzio. Per troppi anni si è voluto ignorare che esistessero dei problemi. Perché non facevano comodo a nessuno. Così si voleva costruire il futuro ignorando il passato. Noi abbiamo visto che questo non è possibile. Oggi siamo partiti da un punto di vista diverso e credo che si sia fatta un’operazione di verità, un operazione di conoscenza di estrema importanza per la nostra città.”

…speriamo solo che alcune persone riflettano su tanta saggezza e che accettino, per una volta e con serenità, il semplice fatto che non sempre le persone agiscono in mala fede, o con fini politici!

 

 

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