Cultura

Published on aprile 17th, 2021 |   Luca Cadez

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Pettarin e città comune: Nova Gorica – Gorizia capitale europea della cultura

Dario Ledri

 

La suggestiva e visionaria “provocazione” di Guido Germano Pettarin ha colto nel segno. Non si è ancora sopita la smodata esultanza del sindaco Rodolfo Ziberna per l’assegnazione a Nova Gorica e Gorizia del titolo di Città della Cultura per il 2025, che Forza Italia all’unisono “affonda la città unica” (Il Piccolo 17/4/2021). Che il sasso gettato nello stagno della politica goriziana fosse destinato a far rumore è fuor di dubbio, ma una reazione più pacata e ragionata sarebbe stata auspicabile.

E’ chiaro a tutti la complessità di avviare un futuro comune (politico e amministrativo) tra due città poste a cavallo di un confine e appartenenti a due diverse realtà statali. Ma avviare un confronto, anche solo dialettico, su di una tale possibilità, da costruire di comune accordo, avrebbe costituito una risposta “politica” fatta di attenzione e di intelligenza di prospettiva. La risposta invece è stata assolutamente  perentoria: “Irricevibile” per Sandra Savino coordinatrice regionale di FI, resta invece “senza parole” Giuseppe Nicoli capogruppo azzurro in Regione e non si smentisce Gentile che ricorda a Pettarin la sconfitta del 2002 contro Vittorio Brancati (brucia tanto, eh?) e una “deliberetta di due paginette in tanti anni di assessore all’urbanistica” e sottolinea come la proposta di Pettarin “non ha una base amministrativa”. Ci voleva Gentile a ricordarlo!

Ben altra la risposta – questa sì tutta politica – del sindaco di Nova Gorica Miklavic  che parla di “spazio urbano comune a due città con storie diverse, una millenaria e una giovane …”.  D’altra parte che aspettarsi da chi ha contrastato a livello locale e nazionale l’entrata della Slovenia, nella UE? Da chi ha platealmente snobbato la caduta del confine? Da chi ha plaudito all’allontanamento del prefetto De Lorenzo colpevole di un rapporto consolidato di buon vicinato con la città contermine?

Oggi fortunatamente si gioisce  per il riconoscimento congiunto a Nova Gorica e Gorizia di Città della Cultura. Ed è indubbio l’impegno e l’accortezza slovena  nel coinvolgere Gorizia nella gara di selezione. Così come occorre riconoscere all’attuale Amministrazione cittadina di aver colto l’opportunità. E tale cambio di stagione è avvenuto anche grazie all’intelligenza politica di Ettore Romoli, che ha saputo cogliere e favorire il cambio di passo e pure grazie al lavoro di lunga lena e di dissodamento del terreno avviata dai sindaci Martina, De Simone e recentemente Vittorio Brancati.

E’ giusto, dunque, essere fiduciosi per l’avvenire, senza peraltro dimenticare che a parti invertite – se fosse toccato a Gorizia puntare al riconoscimento di Città della Cultura per 2025 – difficilmente avremmo assistito ad un coinvolgimento di Nova Gorica, per il semplice motivo che nella maggioranza di centrodestra che amministra la città siedono consiglieri, capigruppo e assessori che mal sopportano l’uso dello sloveno nelle sedute del Consiglio. E qualcuno abbandona anche l’aula!

 

 


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