Ambiente

Published on Maggio 28th, 2021 |   Luca Cadez

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Destino avverso di un parco cittadino

Sonia Kucler

Chi passa lungo il viale XX Settembre a Gorizia non può evitare di voltare la testa verso la cancellata del parco Coronini, antica gloria della defunta “città giardino mitteleuropea”. Così vien da pensare, visto che quella cancellata è ormai chiusa da quasi un anno. Il fatto luttuoso che avvenne nel luglio scorso è ancora nel cuore dei goriziani eppure la vita deve continuare, inesorabile e inarrestabile.

Già nel secolo scorso morì una bimba nel piccolo laghetto ornamentale del parco. Ovunque si annidano i pericoli e non ci sono divieti, barriere, leggi che tengano soprattutto per i più giovani a volte incauti, a volte capitati in luogo e momento sbagliati. Si sa. Perciò il passante si chiede cosa ostacoli l’apertura di questo gradevole giardino pubblico che proprio recentemente è stato oggetto di pulizie e potature importanti nella parte inferiore, quella che guarda a sud-est. Era la terza fase di un riordino generale che ha visto il Corpo forestale regionale intervenire con uomini e mezzi già dal 2019, in base al protocollo quinquennale siglato dalla Fondazione Coronini Cronberg, proprietaria del bene, con la Regione.

Quindi, si presume, che i problemi di sicurezza legati a piante e sentieri siano stati risolti. Le indagini per l’accaduto al giovane Borghes sono già avvenute, che semmai avrebbero potuto coinvolgere nel divieto di accesso solo l’area dove il fatto era avvenuto. Pensieri, questi, del cittadino e perché no anche del turista perché, ricordiamolo, il parco era regolarmente visitato da turisti austriaci, olandesi, danesi, tedeschi abituati ad un giro negli ameni sentieri del giardino del fu Guglielmo Coronini durante i loro passaggi a Gorizia.

Se è un luogo di “fruizione pubblica” qualcuno che si occupa della “cosa pubblica” potrebbe rispondere al quesito:  perchè il parco Coronini continua a rimanere chiuso?


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