Dario Stasi   Per sei giorn..." /> Due Gorizie, una città - Isonzo-Soča

Editoriale

Published on Aprile 28th, 2021 |   Luca Cadez

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Due Gorizie, una città

Dario Stasi

 

Per sei giorni di fila, dal 17 al 22 aprile, nella cronaca di Gorizia del Piccolo è stata raccontata, analizzata, commentata e rivoltata come un calzino la “provocazione” dell’on. Pettarin di Forza Italia il quale, in un suo intervento, aveva auspicato la fusione delle due Gorizie in un’unica città.

Pagine e pagine di opinioni (!) e riflessioni (?) di politici goriziani di destra e di sinistra, italiani e sloveni, commercianti, notabili, dirigenti di partito, consiglieri comunali e regionali, eccetera. 

Ciò che più ci ha colpito in questo fiume di parole è il fatto che nessuno di quei personaggi abbia mai citato Sergij Pelhan, il sindaco di Nova Gorica che nel 1990 (!!!) aveva fatto la medesima proposta con lo slogan “Due Gorizie, una città – Dve Gorici, eno mesto”.

Anche allora polemiche a non finire su stampa e tv locali. Si giunse perfino a stilare insieme e firmare un Accordo-Sporazum fra i due sindaci Pelhan e Scarano, il 6 febbraio 1991. Accordo che sanciva i passi da fare per una auspicata collaborazione fra le due città.  

Naturalmente non se ne fece nulla.

Invano per anni noi di Isonzo Soča abbiamo organizzato incontri e manifestazioni per chiedere che venga abbattuta la rete della Transalpina. Ci sono le foto nel piccolo museo della stazione ferroviaria.

Poi ci ha pensato l’Unione Europea a risolvere i problemi più importanti.

Nel 2004 la Slovenia è entrata nell’UE, nel 2007 ha adottato l’euro, la nostra stessa moneta, nello stesso anno ha preso il via la libera circolazione di persone e merci.

Questo è sorprendentemente accaduto. Anche se appena qualche anno prima il partito di Pettarin in consiglio comunale si era fieramente opposto all’entrata della Slovenia nell’UE. Così va il mondo.

Al Piccolo abbiamo portato i tre numeri di Isonzo-Soča dedicati alla proposta Pelhan del 1990, da cui poi il giornalista Marcoo Bisiach ha tratto l’articolo pubblicato domenica 25 aprile. A corredo c’è anche una foto d’epoca che ritrae insieme Pelhan e Scarano. Ma nella didascalia non c’è scritto che Pelhan sta portando il mazzo di fiori che tiene in mano per deporlo poi al Lapidario dei deportati in Jugoslavia nel Parco della Rimembranza. Fiori che dopo qualche ora saranno fatti sparire dai soliti ignoti goriziani.    

 


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