Editoriale

Published on giugno 7th, 2021 |   Agostino Colla

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CASELLATI e la “barbarie giustizialista”

di Donald Lam

Il quotidiano La Stampa (6/6/20) ospita una lunga intervista alla Presidente del Senato che con un accorato appello si rivolge a tutte le forze di maggioranza per por fine “alla barbarie giustizialista” prendendo spunto dalle recenti dichiarazioni di Luigi Di Maio in tema di giustizia. Appello assolutamente condivisibile e necessario per superare l’attuale difficile momento sanitario, economico e istituzionale, vista anche la variegata compagne governativa. Tuttavia, e solo per ricordare …

Il 5 aprile 2011, 232 deputati del PdL accompagnati dai 59 deputati della Lega più altre frattaglie del centrodestra votarono – su richiesta del premier Silvio Berlusconi – che Ruby Rubacuori era la nipote di Mubarak. Una menzogna colossale votata da 314 Deputati della Camera, la classe dirigente del Paese (povera Italia), tra cui anche Giorgia Meloni e Ignazio La Russa. Insomma, votarono il falso. Tra questi anche l’attuale Presidente del Senato Maria Elisabetta Casellati che ora si scaglia contro “la barbarie del giustizialismo”. Certo ad un politico può capitare  di incorrere in “qualche incidente di percorso”, ma il caso della certificazione dell’identità di Karima El Marough, più nota come  Ruby Rubacuori che allietava le “cene eleganti” di Silvio Berlusconi e della sua corte, come la nipote di Mubarak, è uno dei punti più bassi toccati della classe dirigente italiana, a cui ha partecipato anche Maria Elisabetta Casellati, che di quel voto non ha mai chiesto scusa al popolo italiano. E il giornalista della Stampa magari poteva anche ricordarglielo, visto che ha fatto riferimento anche ai 124 (?) voli di Stato per i quali la Presidente del Senato è stata pesantemente insultata e fatta oggetto di inqualificabili minacce.

E allora, forse una stampa meno attenta al “bon ton” e alla carica istituzionale dell’intervistato, una domanda o quantomeno una osservazione – anche se fuori tema –  dovrebbe porla. Se non altro per un dovere di cronaca e di corretta informazione  nei confronti dei lettori, dei cittadini e degli elettori. O, se si vuole, solo per la precisione.


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