Editoriale

Published on Marzo 26th, 2022 |   Agostino Colla

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RUSSIA E UCRAINA

Baba Yaga e la Grande porta di Kiev

di Dario Stasi

Dostoevskij, Tolstoj e gli altri. In questi giorni di guerra anche i grandi scrittori interpreti dell’anima russa sono stati evocati per cercar di capire quel mondo lontano.

Un mondo oggi a molti di noi incomprensibile, misterioso, una terra sconfinata, con la Siberia, i Gulag, la chiesa ortodossa, l’alfabero cirillico, i comunisti, i milioni di morti per fame, la deportazione di intere popolazioni. le file ai supermercati con gli scaffali semivuoti, i dissidenti…

Però la Russia nel Novecento ha anche cercato di essere diversa. di cambiare il mondo, di renderlo più giusto.

Nel 1917 e nel 1918 ha detto no alla carneficina della prima guerra mondiale, e si è ritirata scegliendo la pace. Unica fra i paesi in guerra.

Successivamente, fino ai primi anni Venti ha combattuto una guerra civile terribile contro i generali zaristi, i “bianchi”, sostenuti con uomini e armi dai paesi vincitori (europei e americani) che un paio di anni prima erano stati suoi alleati.
In seguito, durante la seconda guerra mondiale ha dato il colpo di grazia al nazismo pagando la vittoria con più di 20 milioni di morti.

Negli anni della guerra fredda, ha voluto/dovuto far fronte all’assedio americano ed europeo, creando un esercito mostruoso, commettendo ingiustificabili invasioni di paesi ribelli come Ungheria e Cecoslovacchia e commettendo altre infamie come il nuro di Berlino.

E poi soccombere e arrendersi, nel 1991. La Russia ha cercato di cambiare il mondo. Ed è un paese d’Europa, lo dicono la geografia e la storia.
Non per giustificare quel che succede oggi ma per capire.

In questi giorni di guerra non sono stati ricordati i musicisti russi, come Mussorgskij, Borodin, Rimskij-Korsakov, Stravinskij, Prokofiev e gli altri… tutti con una caretteristica molto”russa”, quella di affabulare, raccontare con la musica.
Ho risentito e ripropongo qui per i lettori di Isonzo Soca un pezzo straordinario che dura poco meno di dieci minuti. E’ il finale di Quadri di un’esposizione di Modest Mussorgskij (1839-1891),“Baba Yaga e la Grande porta di Kiev”.
Una straordinaria performance della grande orchestra Simon Bolivar diretta dal maestro venezuelano Gustavo Dudamel e presentata con una spettacolare ripresa televisiva.
Ecco qua.


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